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Moduli in quattro lingue: più di una traduzione
Perché un modulo svizzero è raramente una semplice traduzione: nomi dei campi, formati di indirizzo e numeri, lunghezza dei testi e messaggi di errore.

Una falegnameria di Morat mette online il suo modulo per la richiesta di offerta. La versione tedesca è pronta in un pomeriggio. Quella francese dovrebbe seguire il giorno dopo: in fondo sono undici diciture e tre frasi.
Anche il giorno dopo se ne va. Non perché la traduzione sia difficile, ma perché in più punti non è chiaro che cosa vada tradotto: un campo si chiama in un modo in una lingua ed è suddiviso diversamente nell’altra. Un numero si scrive in un altro modo. Una dicitura non sta più nella sua riga. E compare il messaggio «Please fill in this field», che nessuno ha scritto.
Quattro lingue, e quel che ne consegue
Le lingue nazionali sono il tedesco, il francese, l’italiano e il romancio (art. 4 della Costituzione federale). Le lingue ufficiali della Confederazione sono il tedesco, il francese e l’italiano; il romancio è lingua ufficiale nei rapporti con le persone di lingua romancia (art. 70 cpv. 1). I Cantoni determinano le proprie lingue ufficiali (art. 70 cpv. 2): nel Cantone di Friburgo, per esempio, il francese e il tedesco sono lingue ufficiali, e la lingua ufficiale di un Comune è il francese o il tedesco, oppure entrambe nei Comuni con un’importante minoranza linguistica autoctona (art. 6 della Costituzione friburghese).
Chi si rivolge a un’autorità federale può farlo nella lingua ufficiale di sua scelta, e l’autorità risponde nella lingua in cui è stata interpellata (art. 6 cpv. 1 e 2 della legge sulle lingue). La disposizione riguarda le autorità federali elencate all’art. 4 della stessa legge: non dice nulla sulle lingue in cui una falegnameria offre il proprio modulo. Quella è una sua decisione.
La quotidianità è comunque più mescolata di quanto suggerisca una cartina linguistica. Secondo l’Ufficio federale di statistica, quasi due terzi (63%) della popolazione usano più di una lingua almeno una volta alla settimana: con i familiari, al lavoro o nel consumo di media. Al lavoro la quota è del 41% delle persone occupate. Il 12% della popolazione non ha una lingua nazionale come lingua principale; le tre lingue non nazionali più frequenti sono l’inglese, l’albanese e il portoghese. Dal 2010 la rilevazione consente di indicare più lingue principali: per molti, la domanda «che lingua parla questa persona» non ha semplicemente una risposta sola.
Per un modulo ne discendono due cose. La scelta delle lingue è una questione di impostazione, non di diritto. E chi la compie decide ben più delle diciture.
Campi che non si traducono uno a uno
L’ipotesi abituale dietro a un modulo bilingue è che la struttura resti e cambino le parole. Ecco i punti in cui non regge.
| Campo | Tedesco | Francese | Italiano |
|---|---|---|---|
| Nome | Vorname / Nachname | Prénom / Nom | Nome / Cognome |
| Via | Strasse und Nummer | Rue et numéro du bâtiment | Via e numero civico |
| Località | PLZ / Ort | NPA / Localité | NAP / Località |
| Telefono | Telefon | Téléphone | Telefono |
La riga del nome è la meno appariscente e la più insidiosa. Il francese nom indica il cognome, ma può altrettanto bene stare per il nome in senso ampio: un campo con la sola dicitura «Nom» ammette entrambe le letture. L’italiano nome, invece, indica il nome di battesimo; il cognome si dice cognome. Due parole quasi identiche designano, nelle due lingue, la metà opposta del nome. Basta tradurre una dicitura da sola, senza il suo corrispettivo accanto, per invertirle.
Per l’indirizzo la questione è la suddivisione. La Posta indica che l’indirizzo deve riportare la via ufficiale completa e il numero civico, e che il numero postale di avviamento e la località non possono assolutamente mancare. Se ne risulti un campo o due resta aperto, e gli esempi della Posta mostrano perché un campo numerico separato per il numero civico diventi scomodo: «Via Stazione 4/8» e «Via Loreto 50A» sono indirizzi corretti. Un numero civico non è un numero.
La denominazione di codice postale e località cambia con la lingua: PLZ e Ort, NPA
e localité, NAP e località. Un campo chiamato zip nel codice e indicato come
«PLZ» sullo schermo non è tradotto in nessuna delle altre tre lingue.
Resta l’appellativo. «Herr» e «Frau», «Monsieur» e «Madame», «Signor» e «Signora» non pongono un problema di vocabolario, ma formulano un presupposto: il campo chiede una classificazione prima ancora che sia stato registrato un nome. Un modulo di iscrizione a un corso di falegnameria ne ha raramente bisogno. Una lettera che debba iniziare con «Gentile signora» ne ha bisogno, ma allora si tratta di una decisione sulla lettera, non sul modulo.
Ciò che si scrive in modo diverso
Oltre alle diciture cambiano le notazioni. Le istruzioni di redazione della Cancelleria federale stabiliscono, per i testi della Confederazione:
- La data. L’ordine vincolante è giorno / mese / anno; per i nomi dei file si raccomanda l’ordine inverso anno / mese / giorno. Lo zero iniziale davanti a giorni e mesi di una sola cifra non è raccomandato nei testi ufficiali, «ma è usuale per esempio nei moduli».
- I decimali. Sono separati dalla virgola decimale. Per gli importi in denaro, fra unità monetaria e suddivisione si mette invece il punto decimale: CHF 1250.50, ma 3,5 metri.
- Il raggruppamento delle cifre. In gruppi di tre, separati da uno spazio unificatore. La vecchia grafia con l’apostrofo non dovrebbe più essere usata; il raggruppamento con punti o virgole non è corretto.
- I numeri di telefono. In Svizzera con lo zero iniziale, il prefisso e le tre cifre successive in un blocco di tre, le restanti quattro in due coppie. L’UFCOM indica come esempi 032 765 43 21 in forma nazionale e +41 32 765 43 21 in forma internazionale, e precisa che non esistono prescrizioni legali sulla pubblicazione di un numero. La forma mista +41 (0)32 765 43 21, diffusa in Svizzera, è pure possibile, ma può confondere chi chiama dall’estero.
Un campo di immissione non vede nulla di tutto questo. Riceve una sequenza di caratteri. Se qualcuno digita «1’250.50» e l’elaborazione non tratta l’apostrofo come separatore delle migliaia, nella tabella finisce un importo diverso da quello inteso. Se «3.5» arriva in un campo che si attende la virgola decimale, lo stesso punto significa una volta il decimale e una volta le migliaia. E «05.09.2026» è inequivocabile, «05/09/2026» no.
Testo che si allunga e si accorcia
La quarta sorpresa è la larghezza. La documentazione del W3C sull’internazionalizzazione ricorda che sono i testi brevi ad allungarsi in misura proporzionalmente maggiore: per un testo inglese di partenza fino a dieci caratteri indica un’espansione attesa dal 200 al 300 per cento, e di circa il 130 per cento oltre i settanta caratteri. Il suo esempio è l’inglese «views», che in francese diventa «consultations» e in tedesco «-mal angesehen».
Le diciture dei campi e i pulsanti sono esattamente testi brevi di questo tipo. In tedesco si aggiunge la composizione: «Rechnungsadresse», «Ansprechperson», «Geburtsdatum des Kindes» formano una parola sola e non si spezzano come «adresse de facturation». Una colonna di tabella che in tedesco sta a stento, in francese non ci sta più; una dicitura che in italiano rende bene lascia un vuoto in tedesco.
Non è una questione estetica. Su un telefono largo 390 pixel decide se una riga va a capo, viene troncata o fa scorrere la pagina di lato.
I messaggi a cui nessuno pensa
Resta la parte che nella traduzione si dimentica quasi sempre, perché nel modulo non è nemmeno visibile: la risposta quando manca qualcosa.
Lo standard HTML descrive validationMessage come restituzione di un «suitably
localized message», un messaggio localizzato in modo appropriato che il browser
mostrerebbe. A localizzarlo è il browser, non la pagina. Chi apre una pagina
francese in un browser impostato sull’inglese ottiene la dicitura francese e sotto
«Please fill in this field».
Per un modulo offerto in quattro lingue significa che questi messaggi appartengono al contenuto e non alla tecnica. Si scrivono, si rileggono e si traducono come ogni altra riga: tutti, da «Compili questo campo» a «Questo file è troppo grande».
Anche ciò che torna indietro è multilingue
L’ultimo lato della faccenda non riguarda il modulo, ma la risposta.
Un modulo offerto in italiano produce risposte in italiano. In un campo di testo libero si trova allora un paragrafo che qualcuno deve leggere, collocare e trattare. Nella falegnameria di Morat lavorano forse due persone in ufficio, una che risponde in tedesco e una in francese, e la richiesta finisce comunque nella stessa tabella. In un Cantone bilingue è il caso normale, non l’eccezione.
Per questo la lingua in cui un modulo è stato compilato è essa stessa un’informazione utile. Registrata insieme alla risposta, permette di assegnarla alla persona che può trattarla, e la replica torna nella lingua in cui è stata posta la domanda. Se non viene registrata, la si indovina dal testo.
Per concludere
Il lavoro di un modulo multilingue sta raramente nella traduzione. Sta nelle decisioni prese prima, che in una lingua sola restano invisibili: come sono suddivisi i campi del nome, se il numero civico ha un campo proprio, che cosa fa un campo numerico con un apostrofo, quanto può allungarsi una dicitura, chi scrive i messaggi di errore e che fine fa una risposta che arriva in un’altra lingua.
Stampare il proprio modulo e scorrerlo riga per riga dà questa lista in venti minuti, tanto per una persona privata che prepara un modulo per una manifestazione o un ordine collettivo quanto per una PMI.
Con Formulare sviluppiamo un’app web per la Svizzera. Un modulo vi avrà più versioni linguistiche invece di esistere come più moduli, e i messaggi di errore faranno parte del contenuto come ogni altra riga. Come si chiama un campo e come è suddiviso resta la decisione di chi il modulo lo prepara.
Fonti
- 1.Bundesverfassung der Schweizerischen Eidgenossenschaft (SR 101), Art. 4 und Art. 70 (verificato il 23 settembre 2026)
- 2.Bundesgesetz über die Landessprachen und die Verständigung zwischen den Sprachgemeinschaften (Sprachengesetz, SpG, SR 441.1) (verificato il 23 settembre 2026)
- 3.Verfassung des Kantons Freiburg (SR 131.219), Art. 6 (verificato il 23 settembre 2026)
- 4.Bundesamt für Statistik: Sprachen (verificato il 23 settembre 2026)
- 5.Die Post: Korrekte Adressierung (verificato il 23 settembre 2026)
- 6.BAKOM: Telefonnummern (verificato il 23 settembre 2026)
- 7.Bundeskanzlei: Schreibweisungen (verificato il 23 settembre 2026)
- 8.HTML Living Standard (WHATWG): Constraint validation (verificato il 23 settembre 2026)
- 9.W3C Internationalization: Text size in translation (verificato il 23 settembre 2026)
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